Aumenta l’interesse dei Cristiani per il Software Libero

(C) 2006 Marco Fioretti – domenica 16 Aprile 2006 – Newsforge (www.newsforge.com)

Lo scorso novembre ho descritto la “Sorprendente Affinità fra Dottrina Cattolica e Software Libero”. Da allora sono successe alcune cose importanti, dalle reazioni di Stallman e altri utenti del Software Libero alla nascita, o accelerazione, di alcuni progetti basati proprio sul concetto che i Cristiani hanno ancora più motivi di altri per adottare Software Libero.

Commenti su Internet

La prima reazione a “Sorprendente affinità” è stata un notevole quantità di attacchi sul forum associato all’articolo, cosa che ha fatto nascere la seguente interessante domanda su Christdot:

“Sembra che chi menziona la religione in un sito dedicato alla tecnologia debba esser pronto a schivare i successivi attacchi. Non sono certo del perché. So che per uno “smanettone” è considerato scontato, o quasi, non avere una vita sociale. Ma lo è anche l’essere scettico? Le ragioni sono le stesse?”

(tornerò su questo punto alla fine dell’articolo)

L’articolo è stato segnalato da Mirror of Justice come “un’applicazione della teoria legale Cattolica a cui non avevano mai pensato”.

David Opderbeck ha scritto che “Sorprendente Affinità va nella direzione di una teoria Cattolica della proprietà intellettuale” e che ora anche lui ha intenzione di svolgere ricerche serie in questo campo nel prossimo futuro. A.P. Lawrence, invece, se da una parte ritiene che “l’insegnamento religioso fondamentalista sia pericoloso e dannoso per la società”, pensa anche che “le credenze più nobili e meno dogmatiche possono spingere verso cambiamenti sociali desiderabili”.

Un altro lettore ha citato “Sorprendente Affinità” come “qualcosa che renderebbe mia madre orgogliosa della mia affiliazione al software libero!”. Subito dopo aver pubblicato il mio articolo, ne ho anche scoperto un altro che confronta alcuni concetti religiosi Cristiani con aspetti della comunità del Software Libero.

Cosa ne pensa Stallman?

Richard Stallman, il fondatore della Fondazione per il Software Libero, è ateo. Io e lui avevamo già discusso privatamente delle possibili affinità con la filosofia Cristiana mentre preparavo la mia intervista su Scoutismo e Software Libero.

All’epoca Stallman mi aveva scritto che

“effettivamente mi sembra che un Cristiano sincero debba condannare il software non libero come ispirato da satana. Se tu fossi satana e volessi corrodere i legami all’interno della società, cosa ci sarebbe di più efficace che offrire a ogni individuo qualcosa di attraente, divertente o economicamente conveniente, a patto che si rifiutino di condividerlo con chiunque altro?”

Per gli stessi motivi, aggiunse

“i Cristiani dovrebbero rifiutare il software proprietario perché proibisce alle persone di esprimere l’amore per il loro prossimo”.

Dopo la pubblicazione di “Sorprendente Affinità ” ho contattato di nuovo Stallman per chiedergli l’autorizzazione di inserire quelle citazioni in questo articolo e chiedergli cosa ne pensasse delle mie tesi. Questa è la sua risposta alla mia affermazione che alcuni documenti del Vaticano sembrano quasi scritti da lui:

“Chi non conosce davvero i miei punti di vista potrebbe crederlo. Poiché valori come accesso alle risorse, uguaglianza e una più equa distribuzione della ricchezza sono ben compresi, mentre pochi comprendono il concetto di libertà di redistribuire e modificare software, la gente di solito suppone erroneamente che il movimento per il Software Libero persegua i primi tre valori piuttosto che l’ultimo. E spesso lo dicono anche agli altri. Questa disinformazione si è molto diffusa, ma è comunque sbagliata. Io sono favorevole a garantire a tutti l’accesso a Internet, a patto che questo avvenga rispettando la libertà di ognuno (cioè con software libero). Sono favorevole all’uguaglianza di diritti e a una più equa distribuzione della ricchezza. Ma lo scopo primario del movimento per il Software Libero è un altro e più specifico: libertà nell’usare il proprio computer, e libertà nel cooperare in una comunità quando si usa il proprio computer”.

Io avevo anche scritto che il diritto di scegliere liberamente quali programmi usare per comunicare attraverso il computer è lo stesso espresso da Stallman a proposito dell’“informatica infida”. La sua risposta in proposito è che:

“c’è un fraintendimento nel dire che il mio articolo è a favore della possibilità per gli utenti di “scegliere quali programmi usare”. Quelle parole non rappresentano affatto il mio punto di vista. Il problema cui mi riferivo è se la comunità di utenti ha la possibilità di sviluppare i propri programmi per accedere ai propri dati. Lo scopo dell’informatica infida è di rendere impossibile tali sviluppi”.

Stallman ha ovviamente ragione per quel che riguarda il suo articolo: il mio errore è di non essere stato abbastanza chiaro sul fatto che io pensavo specificamente alla gente che può usare il Software Libero, ma non sarebbe mai in grado di scrivere codice o contribuire al suo sviluppo in qualsiasi altro modo.

Cosa sta succedendo negli Stati Uniti

Il Rev. Parris, già citato nel mio precedente articolo, è l’autore di “IT as Ministry” e Penguin in the Pew 2.0, un libro disponibile anche in formato cartaceo che aiuta i ministri Cristiani a scoprire i vantaggi del Software Libero.

Prevedibilmente, ogni volta che espone questo argomento, i maggiori ostacoli che Parris deve affrontare non sono tecnici. Proprio come ogni altro, dice, anche i Cristiani sono restii ai cambiamenti. Essi non capiscono o non s’interessano abbastanza di tecnologia da afferrare il vero tema della discussione. La resistenza al cambiamento è molto forte, anche fra i presbiteri. Di solito egli la contrasta facendo notare che cambiare è possibile ad ogni età, e che questo è proprio il messaggio del Vangelo – che ognuno può cambiare:

“sia che si tratti di relazioni umane o di tecnologia, noi non siamo statue, immobili ed immutabili. Noi siamo umani. Noi possiamo imparare cose nuove”.

Per rendere le cose ancor più interessanti, Parris aggiunge con un sorriso,

“spesso i cristiani pensano che io sto cercando di adattare le Scritture alla tecnologia, mentre i non-cristiani pensano che io debba tener la religione completamente fuori dalla discussione. Di conseguenza, vengo regolarmente “messo al rogo” da entrambi.”

Nessuno di questi ostacoli, tuttavia ferma lui e alcuni altri. Poche settimane dopo la pubblicazione di “Sorprendenti affinità” Parris ha illustrato un progetto di terze parti che punta a “portare il web a 10.000 parrocchie entro il 2010″. A parte la sua comunità, Parris è anche parte attiva nel ramo statunitense del Freely Project, un’associazione aconfessionale che incoraggia a partecipare anche i non cristiani. Freely e parecchi altri gruppi stanno anche creando un pacchetto di prodotti basati su software libero per le parrocchie cristiane. In prospettiva, questo progetto dovrebbe diventare una raccolta completa di software per la proiezione dei testi dei canti o lo studio della Bibbia o la gestione di una parrocchia. Tutte queste applicazioni esistono già. La maggior parte di esse fanno già parte, o sono per lo meno disponibili, per le principali distibuzioni GNU/Linux, inclusa Ubuntu, lo standard del Freely Project. Altre attività in corso includono la stesura della relativa documentazione o la creazione di modelli di ogni genere, da lettere in OpenDocument a file di configurazione per LDAP, adattate all’uso nelle parrocchie. Il Freely Project fornisce inoltre supporto tecnico on-line a ministri, o aiuta le parrocchie nella ricerca di assistenza in loco.

Un approccio Cattolico all’informatica

Qui in Italia, dopo la pubblicazione di “Sorprendenti affinità” io e altri Cattolici abbiamo iniziato a discutere su come lanciare un’iniziativa ancora più mirata. Questo progetto è finalmente definito, raggiungibile online ed aperto a nuovi membri. Il suo nome è Eleutheros: un approccio cattolico all’informatica.

Eleutheros (dal greco antico “Libero”) parte esattamente dove finiva “Sorprendenti affinità”. Il Manifesto di Eleutheros inizia con il riconoscimento che, a meno di non esercitare particolare cura nella scelta di tecnologie digitali veramente aperte, l’accesso universale e perpetuo al messaggio della Chiesa Cattolica o a qualsiasi altro tipo di informazione, può essere severamente limitato.

A un altro livello, il Manifesto evidenzia che anche molti Cattolici utilizzano software proprietario illegalmente, semplicemente per la mancanza di adeguate informazioni, e che altri tipi di software sembrano essere molto più in linea con la dottrina Cattolica.

L’obiettivo di Eleutheros è quindi di aiutare tutte la Chiesa Cattolica, dal Vaticano alle singole Parrocchie, scuole Cattoliche o singoli fedeli ovunque nel mondo, a mettere in pratica i Suoi stessi insegnamenti nella scelta e nell’utilizzo delle tecnologie informatiche. Per questo motivo, una delle attività di Eleutheros sarà lo studio delle Scritture e di tutti i documenti ufficiali Cattolici, per evidenziare tutte le linee guida che possano già puntare verso l’adozione di formati di memorizzazione e di software non proprietari.

Altri obiettivi più operativi dichiarati nel manifesto includono l’operare all’interno della Chiesa Cattolica allo scopo di:

  • Incrementare il riconoscimento delle ragioni etiche a favore del Software Libero rispetto a quello proprietario
  • Richiedere l’adozione ufficiale, senza eccezioni, di formati e protocolli non proprietari da parte di tutte le organizzazioni Cattoliche
  • Promuovere la migrazione al Software Libero ovunque possibile
  • Richiedere che l’insegnamento dell’informatica nelle scuole Cattoliche di ogni grado sia basato su Software Libero

A differenza di molti altri progetti precedentemente menzionati, Eleutheros è a carattere confessinale, ossia è un progetto Cattolico specificatamente indirizzato alla Chiesa Cattolica. Questo non significa che il gruppo sia chiuso o non abbia alcun interesse nel resto del mondo. Come esplicitamente dichiarato sia nel manifesto e nella FAQ di Eleutheros, la cooperazione con altri gruppi a diverso indirizzo religioso sul Software Libero è possibile, se non addirittura necessaria. Utili collaborazioni, per esempio, potrebbero essere quelle per pacchettizzare, localizzare e documentare qualsiasi tipo di Software Libero utile per la Chiesa, ma questa non è certo l’unica possibilità. Qualsiasi suggerimento è benvenuto!

Ad oggi Eleutheros conta solo membri italiani, ma il progetto è ovviamente aperto ai Cattolici di tutto il mondo. Per contattare la comunità Eleutheros, sia per unirsi sia semplicemente per saperne di più sul progetto o per scambiare informazioni, basta spedire una email a info@eleutheros.it.

Due domande finali

  • E’ da “smanettoni” essere scettici?
  • Quando si decide se utilizzare un qualsiasi software, sia esso Libero o proprietario, si dovrebbe ignorare la propria religione, qualunque essa sia?

Lascerò la risposta alla prima domanda ai lettori di Newsforge. Per quando riguarda la seconda, mi risponderò da solo, con un’altra domanda: se la caratteristica essenziale del Software Libero è appunto la Libertà che esso garantisce, indipendentemente dal suo prezzo, perché mai dovrebbe essere sorprendente se qualcuno tenesse in dovuta considerazione i propri criteri etici, qualunque essi siano, quando deve scegliere del software?

Traduzione in italiano: Giampiero Carzino, Sergio Martino e Marco Fioretti – Elètuheros (www.eleutheros.org)