Software Libero, Comunicazione e Missione

Il Software Libero nel Direttorio “Comunicazione e Missione” della CEI.

    Premessa (Vision)

    Il mondo digitale ha oggi acquisito una importanza inimmaginabile solo poco tempo fa. La vita, la cultura, il sapere e la loro trasmissione, comunicazione e condivisione sono oggi sempre più legati all’informatica, e spesso da essa dipendono. La situazione che si è venuta a creare, sconcertante ad una riflessione più attenta, è che nel mondo attuale il software sta diventando, anzi, è diventato, un vero e proprio bene di prima necessità, come il cibo e l’acqua, da cui dipendono non solo la nascita e lo sviluppo, ma talvolta anche la sopravvivenza di interi sistemi.

    Il controllo del software, in particolar modo dei formati e dei programmi, oltre ad una “fidelizzazione forzata” che costringe ad utilizzare sempre gli stessi programmi e formati a pena di perdita dei dati o di obsolescenza dei sistemi, pone chi li produce in una posizione di inaudito potere contrattuale e culturale, il quale, esercitato spesso in modo tanto sottile quanto capzioso, diventa sempre più fonte di omologazione e di lesione della libertà, in vista di ritorni economici le cui dimensioni sotto gli occhi di tutti e con presupposti e conseguenze etiche tutt’altro che avallabili.

    Senza software disponibile non c’è sviluppo, in un mondo che, nel contesto ampio della globalizzazione, si sta muovendo verso forme sempre più avanzate e profonde di interazione e interdipendenza grazie a internet e a tutto ciò che ad essa è collegato. Bene afferma, a proposito dei mezzi di comunicazione sociale, tra i quali attualmente primeggia quello informatico, il recente Direttorio sulle comunicazioni sociali della CEI “Comunicazione e missione”, ai nn. 8 e 9:

    «Se usati correttamente, i media costituiscono da una parte una risorsa per il singolo, per la società e per lo sviluppo dei popoli, dall’altra segnano anche nuove frontiere tra zone di ricchezza e sacche di povertà.
    Nuove e straordinarie opportunità di sviluppo e di collaborazione tra i popoli potrebbero derivare dalla condivisione delle conoscenze. Ma così non sempre accade. Le tecnologie e i processi della comunicazione sociale sono sempre più collegati con il sistema economico e commerciale, fino a diventarne per molti versi dipendenti.(…) Quanto più aumenta la dipendenza della comunicazione sociale dal sistema economico, tanto più risulta necessario introdurre rigorosi criteri etici. I bilanci economici sono importanti, ma ogni investimento nel campo delle comunicazioni sociali deve essere fatto in sintonia con il rispetto della dignità della persona, delle verità fondamentali e della libertà. Diritti e doveri della comunicazione sociale devono svilupparsi all’interno della logica della responsabilità.
    Occorre certamente promuovere i codici deontologici e le autoregolamentazioni, ma anche verificare che siano eticamente fondati e in grado di salvaguardare i diritti di tutti, in particolare dei più deboli. In questo contesto la comunicazione mediale, proprio in quanto risorsa, va promossa anche e soprattutto dentro la logica, paradossale per molta parte del mondo contemporaneo, del dono e della comunione»

    I principi espressi nel brano appena citato sono, inconsapevolmente, alla base di un movimento che si è sviluppato “dal basso” nel mondo dell’informatica da diversi anni, impegnandosi a promuovere e diffondere la cultura del “Free Software” (FS), in italiano “Software Libero” (SL). Questo movimento è radicato anche in Italia, ed è proprio al suo interno che si sono ritrovati alcuni aderenti i quali, consapevoli della forte concordanza dei principi e degli obiettivi del SL con quelli affermati dalla Chiesa nei suoi documenti, hanno deciso di unirsi per far conoscere e promuovere nel mondo cattolico, a tutti i livelli, la filosofia, le opportunità e le soluzioni pratiche che scaturiscono dal SL e dai formati e protocolli aperti.

    Va sottolineato in modo molto forte che la filosofia del SL si sviluppa, come affermato in precedenza, attorno ai valori della comunità, della condivisione del sapere e della gratuità. E’ evidente che l’uso di tali strumenti aperti e non proprietari, è molto più in linea con la dottrina Cattolica di soluzioni interamente chiuse e non libere.

    Natura e Scopo (Mission)

    Da qui la scelta del nome Elèutheros (che vuol dire libero, non schiavo di nessuno) per il gruppo di lavoro che si propone gli obiettivi che verranno elencati di seguito.

    Elèutheros è un’associazione di Cattolici che intende porsi al servizio della Chiesa Cattolica per promuovere e sviluppare una sempre più profonda sintonia tra i principi dottrinali citati in precedenza e le scelte concrete operate in campo informatico nel mondo ecclesiale; e questo a tutti i livelli: dalle Parrocchie alle Diocesi, dalle Scuole alle Aggregazioni, per giungere alla CEI e allo stesso Vaticano.

    Scopi primari di Elèutheros sono, quindi, di informare, promuovere, implementare e supportare a tutti i livelli del mondo ecclesiale la filosofia, le opportunità e gli strumenti concreti del SL, in vista di un loro uso sempre più diffuso nell’ottica di una vera e propria conversione informatica che abbracci persone, enti e istituzioni, orientata all’affermazione di uno standard basato sull’uso del SL, anche ai livelli più alti, in cui la scelta del software diventa qualificante, significativa e strategica.