Ama il prossimo tuo come te stesso. E scegli il software di conseguenza

English “In un articolo precedente su questo sito, ho esaminato l’atteggiamento della Chiesa delle Origini; in questo articolo, voglio esaminare qualcosa di ancora più fondamentale.” Oggi ospitiamo un altro articolo scritto da Casey (se avete contributi simili potete iscrivervi alla nostra mailing list e proporceli. grazie). Traduzione di Sergio Martino. In un articolo precedente, ho [...]

“In un articolo precedente su questo sito, ho esaminato l’atteggiamento della Chiesa delle Origini; in questo articolo, voglio esaminare qualcosa di ancora più fondamentale.”

Oggi ospitiamo un altro articolo scritto da Casey (se avete contributi simili potete iscrivervi alla nostra mailing list e proporceli. grazie). Traduzione di Sergio Martino.

In un articolo precedente, ho esaminato la mentalità della Chiesa delle Origini; stavolta voglio esaminare qualcosa di ancora più fondamentale. In Matteo 19, 16-22, è riportata la storia di un giovane ricco che chiede a Gesù come comportarsi. Gesù gli risponde di ubbidire ai comandamenti:

“Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso.”

Per essere perfetto, continua Gesù, il giovane deve seguire ancora altri due comandamenti:

“Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!”. Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.

In questo articolo vorrei focalizzarmi non sul giovane ma sul comandamento “ama il prossimo tuo” e come esso si possa applicare alla scelta di quale software utilizzare.

Ama il prossimo tuo come te stesso

Qui la scelta del software diventa importante. Si deve scegliere non semplicemente il software che ci apporta il massimo beneficio personale – ma il software che dia il massimo beneficio al proprio prossimo. Chi è il mio prossimo? Il mio prossimo non è (come illustrato nella parabola del Buon Samaritano – dove questo comandamento è richiamato) solo la persona della porta accanto.

Il prossimo è l’uomo che ti sorride quando lo incontri la mattina; il ragazzo che ti consegna il giornale; la signora anziana che ti saluta ogni giorno alla fermata del bus. Il tuo prossimo è composto da molte persone differenti; a volte con cui hai solo un fuggevole contatto. Ora, quale software offre il massimo beneficio al tuo prossimo?

Vi sono due diversi aspetti nella scelta che hanno diretto effetto sul tuo prossimo. Il primo riguarda il formato: se scrivi un documento utile che il tuo prossimo non può leggere allora questo lo danneggia. Il secondo riguarda il software stesso; se puoi legalmente dare una copia del software al tuo prossimo, questo lo aiuta. Ovviamente, se puoi dare una copia del software che hai usato per scrivere il documento, allora il tuo prossimo lo potrà leggere.
(ammesso che parli la stessa lingua e che il documento non sia criptato).

Il software libero (libero nel senso di libertà) soddisfa questi requisiti. Altrettanto è possibile, entro certi limiti con alcuni software proprietari, ma la maggior parte di questi ultimi non lo permette. (Nota che questo requisito è soddisfatto da ogni software che ubbdisce al secondo punto delle libertà definite nella definizione di Software Libero).

C’è ancora un altro modo in cui la tua scelta può aiutare il tuo prossimo ossia se puoi fornire software che permette a te ed al tuo prossimo di migliorare e ridistribuirlo. (primo e terzo punto nella definizione di Software Libero).

Queste, in conclusione, sono tutte ragioni per cui software libero e Chiesa Cattolica sono molto compatibili l’uno con l’altra.