Software Libero e Chiesa delle origini

English “Prima fornirò una breve definizione di ciascun tipo di software, quindi li confronterò con la Chiesa delle Origini.” L’autore di questo articolo è Casey Callaghan, un programmatore dal Sudafrica. Casey può essere contattato per email scrivendo a caseyc37@gmail.com. La traduzione è di Sergio Martino. La Chiesa delle Origini, subito dopo l’Ascensione di Gesù, era [...]

“Prima fornirò una breve definizione di ciascun tipo di software, quindi li confronterò con la Chiesa delle Origini.”

L’autore di questo articolo è Casey Callaghan, un programmatore dal Sudafrica. Casey può essere contattato per email scrivendo a caseyc37@gmail.com. La traduzione è di Sergio Martino.

La Chiesa delle Origini, subito dopo l’Ascensione di Gesù, era un luogo di generosità e condivisione – i primi fedeli condividevano tutto ciò che avevano e nessuno si trovava in stato di necessità. Ciò è ben illustrato in Atti 4,32-35:

“La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune. Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore. Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.”

Naturalmente a quei tempi essi non avevano software di alcun genere, ma consideriamo le differenti licenze software disponibili oggi e confrontiamole con la generosità di quella mentalità originaria.

Oggi c’è una grande varietà di licenze software disponibili che offrono una vasta gamma di sfumature. Il software proprietario è ben conosciuto e commercializzato; il software libero diventa sempre più comune in alcune aree ed esistono software la cui licenza permette loro di essere condivisi e comunque consente il rilascio di versioni modificate con licenze proprietarie.

Prima fornirò una breve definizione di ciascun tipo di software, quindi li confronterò con la Chiesa delle Origini.

Il software proprietario può essere definito come software concesso in affitto, dietro pagamento di una somma forfettaria. Il codice sorgente normalmente non è fornito; quasi sempre gli utilizzatori sono energicamente diffidati dal cederlo ad altri, se non sotto stringenti condizioni; lo scopo di queste società è di continuare a trarre profitto attraverso ulteriori “vendite”. Esempi di software con questa licenza sono i sistemi operativi Microsoft Windows, OS X e iOS.

Il software libero, come definito dalla Free Software Foundation è software che soddisfa quattro libertà fondamentali:

  • libertà di eseguire il programma con qualsiasi motivazione
  • libertà di studiare e modificare il programma (richiede l’accesso al codice sorgente)
  • libertà di ridistribuire il programma
  • libertà di ridistribuire copie modificate del programma ad altri

Un modo diffuso di soddisfare questa definizione è di adottare la GNU General Public License, in breve GPL. Un esempio di software sotto questa licenza è il sistema operativo Linux.

Il software di pubblico dominio è rilasciato con una licenza che non pone alcun vincolo; il software con licenza BSD o derivata è rilasciato con una licenza che impone solo l’obbligo di attribuzione e una non assunzione di garanzia. Tale software può essere usato per qualsiasi scopo compreso l’utilizzo all’interno di altro software libero o proprietario. Un esempio di tale software è il sistema operativo FreeBSD.

SOFTWARE PROPRIETARIO

La maggior parte del software proprietario è protetto dalla ridistribuzione da diverse minacce legali quali multe e carcere. Molti dei primi Apostoli hanno conosciuto la prigione essendo stati spesso imprigionati e si sarebbero volentieri sottoposti ad ulteriori pene per quello che essi consideravano giusto. Personalmente dubito che avrebbero rischiato il carcere per redistribuire software proprietario – più tempo in libertà significava più tempo per diffondere il messaggio del Signore.

Tuttavia, per la maggior parte del software proprietario, è tecnicamente possibile condividerlo permettendo ad altri l’uso dei dischi di istallazione (sebbene questo sia illegale in molte nazioni a le società del software cerchino ogni modo per impedirlo).

Sebbene in questo modo possa essere condiviso con molti utenti, questo software ha il difetto di non poter essere migliorato: per ottenerne una nuova versione bisogna aspettare il rilascio da parte degli autori. E se la società fallisce senza rilasciare i sorgenti, nessun miglioramento sarà possibile. L’unica soluzione in questo scenario è la riscrittura completa del software.

SOFTWARE LIBERO

Con questa licenza (dove “Libero” significa “liberamente utilizzabile e ridistribuibile, non necessariamente a costo zero, anzi indipendentemente dal prezzo”) la possibilità di ridistribuire il software è garantita. Sebbene vi possano essere restrizioni in alcuni paesi (es. limitazioni sulle esportazioni) queste non sono imposte dalla licenza del software ma da regolamenti nazionali.

A differenza del software proprietario, il software libero può essere migliorato da chiunque lo sappia fare. Inoltre l’accesso al codice sorgente dà agli studenti un esempio da cui imparare come scrivere codice e quindi come migliorarlo.

Una tipica licenza libera, la GNU GPL, richiede che ogni versione modificata di un software libero sia rilasciata a sua volta sotto GPL. Ciò è una caratteristica intenzionale della licenza: in questo modo chiunque voglia incorporare una libreria GPL dovrà rilasciare il suo software sotto la stessa licenza aumentando la disponibilità di software con licenza GPL.

PUBBLICO DOMINIO E LICENZE BSD

Questo software può essere usato, modificato e ridistribuito a piacere – con qualsiasi licenza. Può quindi essere incorporato in software libero o proprietario, quindi varranno i vincoli imposti dalle nuove licenze. La principale differenza tra queste licenze e quelle libera è che il software libero non può essere incluso legalmente in un software proprietario; quelle pubblico dominio o BSD sì.

CONCLUSIONI

La specificità del software è che può essere condiviso senza perderne la disponibilità – possiamo contemporaneamente darlo e conservarlo. Su questa base lo spirito di generosità e condivisione della Chiesa delle Origini è l’unica soddisfacente risposta e il software libero, pubblico dominio o BSD permettono di realizzarlo. Sebbene molte persone non siano in grado di migliorare il software, quelli che lo sono possono continuamente apportare miglioramenti e condividerli con tutti gli altri, a beneficio di tutti.